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Domenica 15 Dicembre 2019

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28 novembre 1964

Illustri nella storia

I cremonesi citati nei due nuovi volumi de “Il dizionario degli italiani”

Illustri nella storia

ARRIGHI, JACOPO ANTONIO. Musicista nato a Viadana nel settecento. Non c'è.

ARRIGONI, PIETRO PAOLO. Podestà di Cremona dal 1542 al 1543. Era figlio di un funzionano ducale di origine cremonese. Giurista di gran valore e probità divenne nel 1552 presidente del Senato di Milano, carica conservata sino alla morte avvenuta nel 1565. La sua copiosa corrispondenza — anche da Cremona — è conservata nell'Archivio di Stato di Milano. Il Lancetti accenna a numerosi Arrigoni, ma dice di non nominare di proposito Pier Paolo, perchè nato a Milano.

ASELLI, GASPARE. Anatomista fisiologo. Nato a Cremona nel 1581, morto a Milano nel 1625. Docente nella Università di Pavia, scopritore dei vasi chiliferi. Per avere un'idea più vasta dell'importanza della scoperta fatta dall'Aselli e per una naturale curiosità, ci siamo presi la briga di consultare e scartabellare tutte le enciclopedie ed i testi internazionali a nostra disposizione: francesi, spagnoli, inglesi e tedeschi, tutti sono concordi nel riconoscere il grande valore scientifico della scoperta e il merito dell'Aselli. Naturalmente la voce del nostro Dizionario sorvola con poche parole sulla parte biografica dilungandosi invece sulle notizie di carattere storico-scientifico. Nessun accenno quindi nella bibliografia alle fonti cremonesi.

ASTEGIANO, LORENZO. È l'autore del Codex diplomaticus Cremonae pubblicato fra il 1896 e 99. Nelle bibliografie del Dizionario è ripetutamente citato, non si può quindi dire che sia uno sconosciuto. Ma la sua voce biografica non c'è. Strano mistero. Ma il più bello è che neanche a Cremona siamo riusciti a trovarne notizia. C'è una strada a lui dedicata nel 1930, ma non sappiamo quando sia nato e morto e nemmeno se fosse cremonese. Unica notizia, pubblicata da Fiorino Soldi nel suo Risorgimento Cremonese, era insegnante nel Liceo di Cremona.

AURELIO DA CREMA. Eretico. Non ne abbiamo trovato notizia nei repertori cremaschi e meno ancora in quelli cremonesi. Era un frate eremitano processato come eretico a Bologna nel 1549 del quale ben poco si sa. Aveva partecipato a riunioni di luterani cremaschi in casa del conte Fortunato Benzoni. (Anche di questi non abbiamo trovato notizia). Predicò in Lombardia, nel Veneto e in Romagna contro la confessione, le cerimonie del culto e le pratiche ascetiche, finchè venne arrestato a Forlì. Trasferito e processato a Bologna null'altro si sa di lui. Si presume per varie considerazioni sia stato trattato con particolare severità.

AVALOS, march. di Pescara e del Vasto. Figurano molti personaggi di questa famiglia, oriunda spagnola e trapiantata nel Reame di Napoli. Alcuni furono assai attivi nel cinquecento in Lombardia, e anche a Cremona, ma non è facile distinguerli per le frequenti omonimie (Alfonso, Francesco,  Ferdinando). Un Alfonso ottenne nel 1531 investitura feudale di Castelleone e un Francesco Ferdinando, nel 1568, di Casalmaggiore il nostro Antonio Campo, nell'appendice al suo Cremona fedelissima, assegna entrambi i feudi ad Alfonso, ma si tratta di evidente inesattezza. Nel Dizionario nessun accenno alle investiture cremonesi.

BACCANTI, ALBERTO. Ecclesiastico addetto alla curia vaticana e mediocrissimo letterato, nato nel 1718 a Casalmaggiore ove morì nel 1805. La sua personalità è così riassunta: «...desiderio d'una carriera onorevole all'ombra di un potente, ambizione di provinciale di sistemarsi dignitosamente con qualche speranza di lustro mondano».
Scrisse insulsi saggi letterari e poemi pesantissimi, si fece inscrivere alle varie Arcadie di Roma e della Sicilia dedicandosi con grande entusiasmo elle pastorellerie e alle bamboleggianti feste letterarie. Viaggiò a lungo per l'Italia e l'Europa, s'incontrò con uomini come Algarotti, D'Argens e Voltaire senza che le nuove esperienze intaccassero le sue abitudini mentali e lo aprissero a nuove prospettive. Fra le referenze bibliografiche figurano il nostro Lancetti,oltre Barili e Romani di Casalmaggiore.

BAGAROTTI. Importante famiglia nobile con rami a Bologna, Padova, Piacenza e Cremona. Figurano notizie di personaggi piacentini e padovani ma nessun accenno ai cremonesi.

BAGLIONE, CESARE. Pittore della fine del cinquecento. Nato a Cremona in tempo imprecisato, la più antica notizia che si ha di lui è del 1565, anno in cui figura attivo a Firenze. Anche questi — come altri già detti — è completamente sconosciuto in Cremona, forse perchè lavorò principalmente a Bologna e Parma. Suo padre, Giovanni Pietro, era un oscuro pittore trasferitosi poi a Bologna con la famiglia, ove restò nel 1578 a favore del figlio Cesare. Ebbimo già occasione di  citare questo pittore, trattando degli artisti cremonesi operanti nel parmense. Considerato «prestigioso e bizzarro erede del manierismo padano» la sua fama è affidata soprattutto ai cicli decorativi consistenti in complesse decorazioni ad affresco con motivi a grottesche, riquadri figurati paesaggi e prospettive. Della vasta attività da lui svolta in Bologna gran parte è andata perduta, mentre invece moltissimo rimane in chiese e palazzi di Parma e in alcuni dei rimasti castelli di quei territorio «Il gusto decadente del Baglioni celebra a Soraqna il suo trionfo». Morì a Parma — dove i duchi Farnese lo avevano assunto con regolare stipendio — nell'estate del 1615. La ricca bibliografia è quasi tutta bolognese e parmense. Fino a pochi anni or sono era considerato bolognese — vedemmo perchè — e veniva confuso con Giovanni Baglione, pittore romano, di circa vent’anni più vecchio, famoso rivale del cremonese Michelangelo Merighi da Caravaggio.

BALDESIO, GIOVANNI. Zanino della balla, il più celebre personaggio cremonese, non c'è. Forse ha giocato a suo sfavore l'essere un nome solo leggendario, non storico... però, nel dubbio un piccolo cenno poteva anche figurare.

Concludendo il rapido esame di questi due ultimi volumi, mentre rileviamo, ancora una volta la bizzarra circostanza di noti cremonesi ignorati nel Dizionario e quella di illustri ignoti con lunga trattazione, ci sentiamo in dovere di riconoscere la grande utilità dell'opera nonostante le lacune, e il dover ... sospirare. Purtroppo, di questo passo, con un volume all'anno, i collaboratori dei primi difficilmente, haimè!... potranno vedere l'ultimo.

27 Novembre 2019