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Venerdì 06 Dicembre 2019

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11 novembre 1953

L'elogio di Ugo Koblet a Decò, superbo trionfatore nella Coppa Gran Premio d’Inverno

Lo studente cremonese ha vinto con 10 minuti di distacco una gara di 207 Km

L'elogio di Ugo Koblet a Decò

ZURIGO, 8. — Uno schieramento quasi completo dei più quotati esponenti del ciclismo minore, non solo svizzero, ma anche europeo; una corsa tirata a ritmo sostenutissimo; una selezione chiara; un arrivo con sapore di trionfo; ecco quel ch'è stata la finale di questa Coppa d'Inverno.

Facciamo subito elogio a Giancarlo Decò: oggi trionfatore e protagonista di una spettacolosa fuga. Non ci sono aggettivi, per dir e quello che ha fatto il bravo ragazzo di Koblet.

Decò non ha voluto essere solo il magnifico vincitore della gara, ma anche il protagonista n. 1: ha gareggiato come se non avesse avuto davanti a sé alcun avversario temibile, ha sbaragliato il campo come e quando ha voluto. È piaciuta anche alla folla, la modestia con la quale ha compiuto il giro d'onore: sotto l'assordante crepitare degli applausi, il pupillo caro a Ugo Koblet, quasi cercava riparo sotto il grande fascio di fiori infibrati nel manubrio, per celare le copiose lacrime di gioia.

La vittoria di Giancarlo Decò ha avuto un sapore di trionfo. Immaginarsi la gioia di Ugo Koblet cui va il merito delle affermazioni stradistiche dello studente cremonese. Gioia anche sul viso dei fratelli Cavagnoli che con tanta pazienza e sacrificio hanno fabbricato la bicicletta alla quale hanno dato il nome di «Eolo». Infatti da parecchie settimane nella piccola officina di via Platina si è lavorato accanitamente per la buona riuscita della bicicletta.

Suonavano le 10, il cielo era grigio e soffiava un vento che pizzicava la faccia. Cento giovanotti non dettero nemmeno il tempo a Lohren di dichiarare aperte le ostilità, che già guizzavano via tre corridori Forestier, Walcoix e Decò. Il gruppo si sfalda in capo a pochi chilometri. Perdono contatto i meno forti. A metà del Julien Pass quota 2287 i tre fuggitivi hanno 25" su sette corridori e di l' 3" sul gruppo. In vetta transita primo Decò con a ruota Forestier e Walcoix. I tre in discesa vengono raggiunti dai sette inseguitori ed insieme attaccano la salita del passo di Lenzarherider. Tutti i migliori sono nelle prime posizioni. Ad u n a curva si invola il campione svizzero Trexal, nessuno resiste alla sua ruota. In cima alla vetta transita primo Trexal, a 15" Decò, a l' 3" Walcoix, quindi gli altri sette a 118".

La discesa vede un Decò volteggiare per i tornanti con la perizia dell'acrobata: ogni curva un brivido, ogni rettilineo una volata folle. Poi ritroviamo lo asfalto e sul nastro ideale dei rettifili si rinnova l'appassionato duello cominciato in salita. Nessuno spettacolo fu mai tanto bello e tanto palpitante: Decò che stacca Walcoix e che si scatena su Trexal il quale non cede di un metro per chilometri. Poi il cremonese raggiunge lo svizzero. A Coirà dopo 77 km. di corsa i due fuggitivi sono raggiunti da Walcoix, Maesony e Forestier a 41" segue Kamber e a VI" un altro gruppo di corridori. Poco prima di Vaduz, Kamber raggiunge i fuggitivi e prima di Linchenstein fugge a pieni pedali. Immediatamente Decò si scatena all'inseguimento trascinandosi Wiss e Maesony. Raggiunto Kamber i quattro filano su Buchs dove Decò vince un premio di traguardo. Si comincia a scalare le rampe di Wildaus. A 80 km. dall'arrivo Wiss prende subito le redini della corsa e a metà salita ha un vantaggio di 32" su Decò.

Aspettiamo un attimo dopo il passaggio di Wiss e vediamo in una curva il simpatico Ugo Koblet. Ha il volto terreo e consulta febbrilmente il cronometro. Chissà come soffre! Passa Decò finalmente lanciato e allora gli fa un segno per dirgli che il tedesco è lì a due passi. A due chilometri dalla vetta Decò corona il suo capolavoro e raggiunge Wiss, un altro scatto ed è solo.

Il passaggio sul passo avviene in quest'ordine: primo Giancarlo Decò, a 21" Wiss, a 28" Trexal e Wildaus, a 42" Forestier, Kamber, Maesony, Maiser, Lerinca e a 114" Mayer. Da questo momento fino all'arrivo, la cavalcata del cremonese: Decò volava. Dietro a lui Wiss, Traxel e Walcoix perdevano terreno di chilometro in chilometro e tuttavia conservavano a loro volta un distacco di l' 5" sugli altri e il gruppo comprendente una ventina di unità seguiva a 8'32". Decò continuava a pedalare in un modo impressionante.

Ci sembra sufficiente per illustrare l'impresa questo dato cronistico: Decò ha vinto a Zurigo con quasi 10' di vantaggio.

08 Novembre 2019