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Venerdì 15 Novembre 2019

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16 ottobre 1990

Nobel a Gorby

Riconosciuto al leader russo un ruolo decisivo per la pace

Nobel a Gorby

Sono commosso, ma il riconoscimento non è per me: è per la perestrojka', ha commentato il capo del Cremlino.
L'assegnazione ha suscitato perplessità in alcuni intellettuali sovietici a Roma
OSLO — Il premio Nobel per la pace è stato assegnato a Gorbaciov per il suo ruolo-guida nel processo di pace. «Negli ultimi anni — si dice nella motivazione — sono intervenuti non pochi cambiamenti storici dipesi da vari fattori, ma nel '90 il Comitato per il Nobel vuole onorare Gorbaciov per i suoi decisivi contributi». Il premio: una medaglia, un diploma e un assegno di quattro milioni di corone svedesi (oltre 800 milioni di lire) sarà consegnato a Oslo il 10 dicembre. «In questi momenti è difficile trovare le parole; sono commosso. Il riconoscimento, però, non è tanto alla mia persona quanto alla perestrojka»: così si è espresso Gorbaciov. Qualche perplessità è stata invece espressa da alcuni intellettuali sovietici presenti a Roma. Tra gli altri, lo scrittore Vladimir Bukovski, si è richiamato ai fatti avvenuti a Tbilisi per dire: «Non capisco come qualcuno abbia potuto dare il Nobel a un uomo che ha avallato l'intervento dei reparti speciali del ministero».

Dopo venticinque anni trascorsi come burocrate di provincia un lustro di rapidissimo e crescente potere ha posto all'attenzione di tutto il mondo l'uomo che, non molto tempo fa, ha detto: Mi servirebbero almeno trent’anni per vincere tutte le pacifiche battaglie che mi propongo di condurre'. Bush il primo a felicitarsi.
Neppure dieci anni fa l'attribuzione del Nobel ad un qualsiasi benemerito cittadino sovietico equivaleva a un colpo di piccone sui denti all'establishment dell' «Impero del male» (chi si ricorda che l'esule Sakharov non ebbe il permesso di ritirare il premio?), Paesi satelliti compresi. Ed è in pratica come primo, provvisorio bilancio di un attività ancora in piena corsa che ieri gli è stato attribuito il prestigioso premio per la pace istituito dall'inventore e grande industriale della dinamite. «Trasparenza e rinnovamento» usate come esplosivo ingrediente per smantellare un regime che pure lo aveva designato a sovrano. Ma in nome di una visione del mondo inteso come «villaggio globale», senza più blocchi e ideologie a confronto.

Nato da gente contadina, l'inventore del negoziato, nel 1931. Un'infanzia come le altre, a dare una mano nei campi, fianco a fianco al padre. La guerra è appena finita, il ragazzo va a scuola ma anche in officina, ad imparare il mestiere di meccanico. Troppo bravo per non essere aiutato da consistenti borse di studio. È all'Università che conosce la siberiana Raissa, l'anno dopo si iscrive al Partito, si sposa nel' 53 e un paio d’anni più tardi nasce la figlia Irina.

Venticinque anni di burocrazia di provincia, prima di spiccare il volo per Mosca, nel 1978, e passare da primo segretario regionale a responsabile dell'agricoltura. Era stato Andropov a scoprirlo, come capace e onesto dirigente che combatteva i non oscuri mali della grande malata, l'agricoltura sovietica. Quando Breznev si spegne Andropov gli affida l'agricoltura e poi rapidamente lo sommerge sotto un cumulo di incarichi: cultura, ideologia, rapporti con gli altri partiti comunisti. Tutto molto in fretta, come rapidamente si spegne Andropov, nell'84. Cernenko, il successore senza storia, retrocede il cavallo di razza all'educazione scolastica, ma muore anche lui, neppure un anno dopo.

Poche ore dopo la scomparsa di Cernenko è Gorbaciov, 54 anni appena, ad occupare il posto di segretario generale del Partito dell' Unione Sovietica. L'estate passa nell' elaborazione del piano di ristrutturazione, economica (perestroika), presentato in autunno, la primavera successiva vede il 27mo congresso del Pcus concludersi con profondi cambiamenti al vertice, nell'inverno torna trionfante a Mosca dopo sette anni di confino il dissidente premio Nobel Andrei Sakharov.

Poi arriva la firma il trattato Inf (missili a medio raggio), il ritiro militare dall’Afghanistan e dalla Germania orientale e il chiaro evolversi del regime verso un sistema presidenziale.

14 Ottobre 2019