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Lunedì 14 Ottobre 2019

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9 ottobre 1985

La Achille Lauro è in balìa dei terroristi

Forse già uccisi due turisti americani

La Achille Lauro è in balìa dei terroristi

La nave è circondata da unità militari di vari paesi - Rifiutato dalla Siria l'approdo nel porto di Tartus - La notizia dell'uccisione degli ostaggi (forse marito e moglie) è stata confermata da ambienti siriani - Il Fronte per la liberazione della Palestina smentisce, in un comunicato, di essere responsabile della cattura della nave italiana – La nave potrebbe dirigersi verso Cipro o tornare verso l'Egitto - Breve diario di una giornata angosciosa - Un accavallarsi di notizie spesso contrastanti ed ancor più spesso inutili

IL CAIRO, 8 — Avrebbero  ucciso prima di trattare. Le vittime sarebbero due. Turisti americani, marito e moglie, rimasti a bordo dell' «Achille Lauro», insieme ai 60 passeggeri italiani e ai 215 uomini dell'equipaggio. Così si è conclusa la prima, angosciosa, giornata a bordo della nave da crociera italiana, sequestrata ieri sera da un commando di palestinesi (forse una dozzina) a largo delle coste egiziane. I terroristi apparterrebbero al Fronte di Liberazione della Palestina (FLP), un gruppo di oltranzisti che contestano la politica moderata di Arafat. Ma la notizia viene smentita con un comunicato ufficiale dell'FLP, diramato a Damasco.

La notizia dell'uccisione del primo ostaggio, un americano sui quarant'anni, è stata diffusa dall'emittente falangista «La Voce del Libano» e quindi ripresa dalla radio spagnola «Onda Pesquera». Avrebbe, infine, trovato conferma negli ambienti del governo siriano. Ed è proprio in un porto siriano, quello di Tartus (a pochi chilometri con il confine libanese), che i terroristi contavano di fermarsi per stabilire contatti con i rappresentanti diplomatici degli Stati Uniti, d'Italia, della Gran Bretagna e della Germania, presente un rappresentante dell'OLP.  

Ma che cosa vogliono per rilasciare gli ostaggi i criminali terroristi palestinesi? Nemmeno questo punto è ancora ben chiaro. In un primo momento i «pirati del mare» hanno chiesto la liberazione di 50 loro compagni detenuti nelle carceri israeliane. Poi hanno sollecitato la liberazione dei palestinesi detenuti in varie carceri europee, comprese quelle italiane. In seguito, hanno chiesto la mediazione degli USA e del governo italiano a Damasco. Ma la Siria questo pomeriggio — sotto la pressione americana e italiana — non se l'è sentita di avallare, anche indirettamente, l'azione terroristica palestinese. Verso sera, perciò, l'Achille Lauro ha ripreso la navigazione per destinazione ignota (forse Cipro). Seguita a distanza da innumerevoli navi da guerra di varie nazionalità.

L'unica cosa  certa è che i turisti sbarcati stanno bene e presto, con un volo charter organizzato dal governo italiano, faranno ritorno in Italia.

Tutto è cominciato stanotte verso le 22, quando una radio della sorveglianza svedese ha captato l'SOS dei marconista della Lauro, mentre il commando s'impadroniva della nave. Poco dopo sono arrivate la rivendicazione e le richieste del commando captate dalla capitaneria di Porto Said. In cambio della vita degli ostaggi i palestinesi volevano la liberazione di 50 loro compagni detenuti nelle carceri israeliane. Nella notte si è riunito d'urgenza il governo del Cairo, alla presenza dell'ambasciatore italiano. Le autorità egiziane hanno assicurato al nostro paese la propria disponibilità ad intervenire per una soluzione pacifica della drammatica vicenda. La nave, intanto, ha interrotto i collegamenti ed ufficialmente non si è avuta più nessuna notizia. Solo le radio di varie nazionalità hanno consentito di essere informati ora per ora sull'evolversi della, situazione.

07 Ottobre 2019