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Lunedì 14 Ottobre 2019

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Regime Fascista 6 ottobre 1940

La Scuola di Liuteria di Cremona

C'è un mondo che crolla e c'è un mondo che sorge

"Due anni fa" (ottobre 1938) il Regime creò la Scuola di Liuteria di Cremona

La celebrazione del bicentenario della morte di Stradivari si chiuse, nel 1937, con il voto formulato dal Comitato promotore di istituire con lo scopo di ridare a Cremona un primato che la rese famosa — una buona Scuola internazionale di liuteria ove i giovani dotati di particolari attitudini potessero, sulle orme degli Amati, degli Stradivari, dei Guarneri, dei Bergonzi, dei Guadagnini, apprendere la difficile arte di costruire pregiati strumenti ad arco.

Poco dopo quel voto ebbe l'approvazione e l'incoraggiamento del Duce, il quale, allorché S. E. Farinacci gli presentò la relazione sul lusinghiero risultato delle manifestazioni che ebbero vasta risonanza mondiale e la cui eco non è ancora spenta, volle destinare, quale primo fondo per l'istituzione della scuola, quaranta mila lire.

Nell'ottobre del 1938 nacque così la nuova scuola ospitata presso il Regio Istituto Industriale Ala Ponzone Cimino che ha messo a disposizione di essa i propri gabinetti scientifici attrezzati con i più moderni apparecchi.

E ciò perchè la scienza ha dimostrato che l'eccezionale bontà degli strumenti ad arco fabbricati dai migliori artefici del Sei e del Settecento dipende dalla perfetta costruzione della cassa armonica la quale funge da amplificatore, come lo hanno dimostrato le recenti esperienze di elettroacustica del dr. Gioacchino Pasqualini presso l'Istituto nazionale delle ricerche. È chiaro, quindi, che un difetto, della cassa armonica rende difettosa la voce del violino, cioè il suono prodotto dalla corda fatta vibrare dall'arco.

Per la rinascita di un'arte italianissima
Ecco dunque che nella scuola di Cremona — che comincia il suo terzo anno di vita — i giovani che, avendone l'attitudine, intendono divenire abili liutai con i mezzi che l'attuale civiltà consente, conserveranno intatto lo spirito creatore ed il metodo di lavoro seguito dagli antichi eccellentissimi maestri la cui fama è ancora viva dovunque.

Gli allievi infatti che entrano nella Scuola già in possesso di un titolo di istituto medio hanno a loro disposizione il patrimonio professionale del più celebre liutaio del mondo — cioè di Stradivari — donato a Cremona nel 1929 dal bolognese Giuseppe Fiorini che riuscì a conservarlo all'Italia proprio mentre il diplomatico francese Jean Barrère stava per acquistarlo e trasportarlo in Francia. Si tratta dell'unica collezione — proveniente dal Conte Ignazio Alessandro Cozio di Salabue da Casalmonferrato che la iniziò nel 1774 con l'acquisto fatto dal nipote del grande violinaro — di forme, modelli, misure, disegni e, arnesi da lavoro — instrialismo straniero, andava sempre più declinando.
La Scuola consta di quattro corsi divisi in due bienni. Alla fine del primo biennio gli allievi saranno sottoposti ad un esame per giudicare della loro attitudine per divenire maestri liutai. Quelli che supereranno detta prova continueranno gli studi nel secondo biennio; alla fine del quale sosterranno un esame per conseguire il titolo di liutaio.
Gli alunni invece, che dopo il primo biennio non dimostreranno spiccate attitudini all'arte liutaria, frequenteranno un altro corso di un anno per essere specializzati nella costruzione di accessori per liuti e di strumenti meno nobili, come mandolini, mandole, chitarre e banjo.

Norme per l'ammissione degli allievi
I giovani, per essere ammessi alla scuola — la quale dispone anche di un ricco museo di liuteria moderna — devono aver compiuto il 14° anno di età. Le lezioni sono di quaranta ore settimanali per il primo corso, 42 per il secondo, 44 per il terzo e 48 per il quarto, e vertono sulle leggi fisiche dei suoi e sull'elettroacustica, sulla chimica e in modo particolare sulle gomme, le resine, gli olii, gli alcoli, e gli altri ingredienti necessari per la preparazione delle vernici atte a nobilitare il timbro della voce degli strumenti; sul disegno professionale per impratichire gli allievi nella preparazione delle forme e dei modelli di cartone delle varie parti degli strumenti; sulla tecnologia del legno per metterli in grado di scegliere i legni più adatti alla costruzione dei violini; sulla storia della liuteria dalle origini, degli strumenti ad arco sino ai migliori costruttori contemporanei; sulla costruzione pratica degli strumenti e sul restauro degli strumenti antichi.

Quando la situazione europea sarà ritornata normale, giovani di ogni paese civile affluiranno alla scuola cremonese ad apprendervi come si costruiscono gli ottimi violini classici dalle voci melodiose, dolcissime e potenti, ben diverse da quelle di molti, di troppi strumenti difettosi che circolano per il mondo portando spesso le etichette ben falsificate di celebri costruttori antichi.


05 Ottobre 2019