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Domenica 20 Ottobre 2019

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23 settembre 1975

Roberto Ceruti campione d'Italia

Il Dilettante cremonese, a Cassano Jonio, ha colto la più prestigiosa vittoria di una promettente carriera

Roberto Ceruti campione d'Italia

Il ciclismo cremonese, i fedelissimi, gli appassionati autentici di questo sport esultano: Roberto Ceruti, anni 22, è campione d'Italia su strada dei dilettanti. Ha indossalo la maglia tricolore domenica a Cassano Jonio, nel profondo sud, al termine di una gara durissima che ha provocato una selezione spietata. Dopo 25 anni il titolo italiano torna così idealmente a Cremona (l'ultima vittoria fu appunto di Alfo Ferrari). Abbiamo detto idealmente perchè Roberto corre, oggi, per una società milanese. Il rammarico che Ceruti non indossi la maglia di un nostro Club è l'unica nube che offusca questo giorno felice per il ciclismo di casa nostra.

Ceruti, nato a Paderno Ponchielli il 10-11-1953, ha iniziato a correre nel 1967 fra gli esordienti del Club Ciclistico Cremonese 1891 con una bicicletta di «terza» mano. Subito si fece notare per la potenza straordinaria malgrado la sua età. Cadde nella prima gara di S. Lazzaro di Castell’Arquato e vinse in giugno a Sospiro. Per il C. C. Cremonese 1891 era la prima delle 53 vittorie che Roberto avrebbe portato successivamente al Bar Dondeo. Poi un noto sportivo gli comperò la bici nuova e giunsero vittorie più importanti. Eccone qualcuna: la Acqui-Asti, la Veterani Veronesi, Il Ruffillo a Bologna, la Magazzini Italiani, il G. P. Erbitter a Gavardo, a Belvedere di Pisa.

In questi anni al C. C. Cremonese 1891 nacque il corridore evitando le gare all'inizio della stagione e smettendo qualche domenica prima, quando il ragazzo iniziava l’anno scolastico: la palestra (Roberto segue ancora ora e dal primo giorno la preparazione del C. C. Cremonese) lo costruì atleta prima ancora di essere corridore. Una preparazione attenta e soprattutto proiettata nel futuro... che oggi dà ragione a chi l'ha provocata e voluta. E qui bisogna ricordare i direttori sportivi Pregentino Lazzari, Erminio Montini, Annibale Nichetti e gli altri del Club che l'hanno costantemente seguito. Passò alla «Melzo Meggiarin» dove rimase per tre anni vincendo dieci gare (due volte il «Ferrario» a Parabiago e l'ultima Milano-Bologna). Quest'anno con la «cura» Garbelli è esploso; primo a Petosino, Fara d'Adda, fece impazzire gli sportivi cremonesi l’8 maggio nel Circuito del Porto, poi ancora a Rodengo Saiano, Rovato nella «premondiale» (aggiudicandosi la classifica finale); ancora nell'internazionale di Bioglio, quindi il «bronzo» di Mettet, a Cantagrillo e domenica a Cassano Jonio.

Di Roberto Ceruti, oltre alle superiori doti di atleta va ricordata ancora una volta la serietà, la modestia, una incredibile volontà di riemergere quando la cattiva sorte lo tormentò per alcune sfortune in famiglia aggiunte alla gravissima perdita del fratello Maurizio anch'egli corridore e scomparso l’anno scorso quando egli era militare e gareggiava sottotono.

A Bruxelles i cremonesi si sbizzarrirono nella birreria «La Rose» (dove la bionda Jidie dedicò una canzone a Ceruti) con la birra; domenica invece la casa di Roberto si è affollata presto con mamma Pierina e papà Giuseppe impegnati a tenere a bada gli improvvisati ospiti con una serie di bottiglie... finche si è perduta la conta! Per un campionato italiano nel Sud, pro Mezzogiorno con il contributo della Regione (e scarsi mezzi di trasporto per arrivarci), si è brindato senza il protagonista. Un motivo in più perchè Roberto Ceruti vinca ancora.

GIAMPIETRO TAMBANI

21 Settembre 2019