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Mercoledì 16 Ottobre 2019

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28 agosto 1994

Il tragico destino di Mafalda di Savoia: internata a Buchenwald per volere di Hitler

Il tragico destino di Mafalda di Savoia: internata a Buchenwald per volere di Hitler

Con la morte di Mafalda di Savoia per le ferite subite durante un bombardamento nel lager di Buchenwald, in un postribolo per ufficiali occasionalmente trasformato in infermeria, si consumava il 28 agosto di cinquant'anni fa la vendetta di Hitler contro i reali italiani per il «tradimento» dell' 8 settembre. A Buchenwald Mafalda era entrata dieci mesi prima, nell'ottobre 1943, dopo tre settimane di traumatizzanti interrogatori a Berlino, dove era stata portata subito dopo il vero e proprio sequestro organizzato a Roma dal colonnello Herbert Kappler, su precise disposizioni di Himmler. Per il giovane ufficiale nazista che avrebbe legato il suo nome all'eccidio delle Fosse Ardeatine l'operazione «Abeba», questo il nome dato al sequestro di Mafalda, era solo una buona occasione per mostrare le sue capacità organizzative. L'unica possibile, in quel momento.

L'intera famiglia Savoia era già nel Sud; Mafalda, invece, che confidava nel fatto di essere moglie di un principe tedesco, ritenuto di tendenze naziste, era da poco tornata a Roma, già occupata dai tedeschi, da Sofia dove aveva partecipato ai funerali del cognato, Boris di Bulgaria, morto in circostanze poco chiare e con sospetti di responsabilità di Hitler.

A Roma la principessa si era subito recata dai figli, segretamente trasferiti in Vaticano, dove mons. Montini, il futuro Paolo VI, li aveva ospitati nelle sue stanze.

La mattina del 22 settembre era giunta nella sua abitazione, Villa Polissena, una telefonata dal comando tedesco: il marito, dalla Germania, l'avrebbe chiamata di lì a poco al telefono nella ambasciata tedesca. Accompagnata dal funzionario di polizia Nicola Marchitto e dall'autista, Mafalda si era subito recata a Villa Volkonsky, sede della rappresentanza diplomatica ma, appena varcati i cancelli, l'autista era stato arrestato. Un ufficiale, «con tono insolente e ostile» — ricorda Marchitto nelle sue memorie —, dopo avere tentato di farsi dire dalla principessa dove fossero i suoi figli, la aveva subito costretta a risalire in auto, dirigendosi verso l'aeroporto di Ciampino. Immediata la partenza per la Germania. Filippo d'Assia, arrestato la sera dell' 8 settembre, era già in un campo di prigionia. Della sorte della moglie avrebbe avuto notizia, dagli alleati, solo nel'45.

A Buchenwald i responsabili del lager, dopo avere registrato l'ingresso della principessa, le avevano subito imposto di farsi chiamare Emy von Weber e di non rivelare la sua identità.

Le testimonianze sulla sua fine, raccolte da Renato Barneschi nel libro «Frau von Weber», sottolineano concordi le responsabilità dei dirigenti del campo: ritardi nel liberare Mafalda dai detriti da parte del personale, troppo impegnato a recuperare oggetti personali di ufficiali, cure insufficienti, tardiva decisione di operare, eccessiva lunghezza dell'intervento di amputazione del braccio. Il medico triestino Fausto Pecorari, all'epoca internato a Buchenwald, in una testimonianza a 'Storia illustrata' sostenne che «Mafalda venne intenzionalmente operata tardivamente, con metodo in sé impeccabile ma assolutamente ingiustificabile, per provocarne la morte», secondo un metodo «spesso applicato a Buchenwald su personalità di cui si desiderava sbarazzarsi».

Mafalda morì in questo modo, a quasi 42 anni, durante la notte del 28 agosto. La mattina successiva il suo corpo denudato stava per essere portato nel forno crematorio quando un sacerdote, padre Giuseppe Tyl, lo riconobbe anche a causa della mutilazione. Ottenuto il permesso dai dirigenti del campo, il sacerdote mise il corpo in una bara, dopo avere prelevato tre ciocche di capelli per la famiglia, e ne curò la sepoltura nella fossa 262 del cimitero di Weimar come «donna sconosciute». Solo nel 1951 le spoglie di Mafalda, localizzate già nel '45 da un gruppo di marinai italiani deportati a Weimar che avevano sistemato alla meglio la tomba, furono esumate e trasferite nella tomba di famiglia degli Assia a Kronberg.

27 Agosto 2019