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Martedì 20 Agosto 2019

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12 agosto 1999

L'eclisse incanta il mondo

La febbre ha contagiato Cremona e la provincia

L'eclisse incanta il mondo

CREMONA — Milioni di persone si sono fermate in tutto il mondo per ammirare l'eclisse di sole. Anche Cremona, con tutta la provincia, ha ceduto al fascino del sole nero. Chi, nei giorni precedenti, aveva 'snobato' l'evento, ieri, attorno a mezzogiorno non ha resistito alla tentazione. Cremona, Crema, Casalmaggiore, Soresina: tutti con il naso all'insù per godere di uno spettacolo magico. Duecento persone alla Specola di viale Trento e Trieste, molti in piazza Duomo e sul lungo Po, cono gelato in una mano, occhialini o vetrino nell'altra. Il momento di massima copertura del sole da parte della luna è stato alle 12.36: in quel momento la città era avvolta da una luce surreale e percorsa da un alito freddo.

In cima al Torrazzo o dal balcone di casa, lungo il Po o ai tavolini di un bar, i cremonesi non si sono lasciati sfuggire l'ultimo grande spettacolo astronomico del millennio. Vi si sono avvicinati in punta di piedi, con discrezione e senza enfasi, cosi come è nella loro natura. «Se ne è parlato persino troppo, la solita esagerazione», dicevano in molti. Gli stessi che una volta fissati gli occhi su quella 'fettina', sono rimasti a lungo ad ammirarla.

Si respira aria di attesa in Piazza del Duomo: alle 11 gruppetti di persone si rilassano ai tavolini del bar, sotto i portici del palazzo comunale. Non c'è un clima di festa ma ci si accorge subito che è una giornata diversa dalle altre, sotto la cattedrale e nelle vie adiacenti c'è movimento.

Qualche curioso osserva la sovrapposizione di lancette nell'orologio astronomico del Torrazzo: l'indice del sole, quello della luna e quello del drago.
Scatta l'ora X: la luna 'mangia' un primo spicchio di sole. Sono già le 11.30, tutti hanno già estratto gli strumenti per ripararsi gli occhi. Pochi i fortunati con gli occhialini: gli ultimi giorni a Cremona erano introvabili. I più hanno usato mezzi di fortuna: vetri scuri trovati dal ferramenta, pellicole fotografiche o addirittura lastre mediche. Nessuno sembra aver ceduto agli allarmismi dei giorni precedenti. Qualcuno ha anche il coraggio di sovrapporre più occhiali da sole, metodo condannato a gran voce da tutti i mass media.

Il sole è sempre più coperto: l'entusiasmo è moderato, molti i commenti, nessun gridolino. La luce è surreale, la temperatura scende. I cani non abbaiano, ma i colombi volano più bassi. Un grappolo di turisti spia l'evento da una posizione più alta: i finestroni del palazzo comunale. Alta, ma mai quanto quanto la cima del Torrazzo. Pochi i volonterosi che hanno avuto il coraggio di raggiungere la vetta: una ventina di persone, la maggior parte turisti.
Ma ci sono anche cremonesi, soprattutto famiglie con bambini. Le campane suonano a mezzogiorno, facendo saltare tutti dalla paura.

Alla fine, ultimo arrivato, il vescovo di Cremona, Giulio Nicolini. Intento a non perdere l'acme del fenomeno, alle 12.36 precise, non trattiene le citazioni: «I cieli narrano la gloria di Dio» è il salmo che recita con enfasi, più entusiasta dei bambini stessi.

Mentre i delusi che non si danno pace «perchè ci aspettavamo di vedere le tenebre a mezzogiorno».

09 Agosto 2019