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Domenica 31 Maggio 2020

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27 marzo 1956

Pietosa odissea di una vedova di guerra per rimpatriare la salma di suo marito

Concreto esempio di solidarietà del Casato Soldi

solidarietà del Casato Soldi

Quando, sui giornali, si leggono delle solenni cerimonie di onoranze funebri rese alla salma di qualche Caduto che dopo anni ritorna alla terra natia dai cimiteri di guerra, nessuno ha mai pensato ai sacrifici che la famiglia di quel Caduto può aver fatto per avere presso di sé le spoglie mortali di un suo caro congiunto.

Le pratiche richieste dalla burocrazia sono molteplici; ma più ancora sono onerosi i contributi che bisogna pagare, si che molto sovente tanti debbono rinunciare a veder traslata la salma di un loro caro caduto in Francia, in Grecia od in Germania. Questo è stato anche il caso veramente pietoso, di una vedova di guerra abitante a Casale Monferrato.

Il 20 giugno 1940, durante la battaglia del Col della Maddalena, sul fronte occidentale, moriva a 25 anni il soldato Soldi Vittorio del 64° Regg. Fanteria. La salma veniva sepolta in terra francese. Sette mesi dopo, il 20 gennaio 1941, la vedova dell'eroico fante dava alla luce un bimbo a cui veniva imposto, in memoria del padre, il nome di Vittorio. Questa è una delle tante dolorose storie della guerra: una famiglia appena creata e distrutta. La vedova di quel soldato rimase sempre fedele alla memoria del suo caro ed allevò il figlio con una devozione sublime se si pensa ai tremendi sacrifici dovuti sopportare, con lavori pesanti, per dare una strada al bambino. Adesso questi ha 15 anni e sia lui che la mamma non hanno mai avuto che un desiderio: poter avere un giorno, nel cimitero della loro città di Casale Monferrato, la tomba del «papà» così da poter finalmente deporvi un fiore.

Da dieci anni quella povera vedova tentò ogni strada per riavere la salma del suo congiunto; cercò di raggranellare qualche soldo perché le avevano detto che occorrevano denari per l'esumazione ed il trasporto, ma una serie di malattie diedero fondo anche al piccolo gruzzolo. Ogni anno, nel giorno dei Defunti, la vedova col suo bambino andavano al cimitero, fermi davanti ad un piccolo cippo che ricorda i «Caduti di guerra» e pregavano: perché non potevano avere la «sua» tomba su cui portare un fiore?

Lo scorso mese quella povera donna venne a sapere che a Cremona esisteva una associazione che raccoglieva tutti coloro che si chiamano «Soldi». Tentò l'ultima sua speranza: scrisse alla Segreteria Generale facendo presente il suo caso ed implorando un aiuto per riavere, almeno da morto, il suo caro presso di sé. Il patetico appello non andò deluso. Era anche questo uno dei tanti casi che il Casato Soldi ascolta e... risolve con il solito sistema della più concreta solidarietà. Anche stavolta quindi da Cremona partì il rituale SOS: una circolare riservata ai benemeriti dell'Associazione, invitandoli ad offrire secondo le loro possibilità per raccogliere l'ingente somma necessaria alla traslazione in Italia di un Soldi caduto nell'adempimento del suo dovere, proprio quando più bella gli arrideva la giovinezza. Da Cremona, l'appello si sparse in ogni angolo d'Italia e... a Cremona ritornarono le risposte, magari di poche parole, ma tutte concretamente in... moneta. Il sogno di quella ignota vedova di guerra, sogno parso irraggiungibile per tanti anni, può dirsi ormai una realtà.

Il Casato Soldi ha saputo fare anche questo piccolo «miracolo» e nella prossima primavera, nel primo giro di esumazioni nei cimiteri di guerra francesi, anche la salma di un eroico fante, Soldi Vittorio, sarà traslata in Italia, a Casale Monferrato. Il Municipio (su interessamento del Casato) sosterrà tutti gli oneri delle solenni esequie e si potrà così dire, dopo 16 anni, che finalmente un valoroso componente del 64° Fanteria avrà l'onore dovuto e, soprattutto, i fiori e le lacrime di un figlio che mai ebbe la gioia di vedere.

24 Marzo 2020