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Giovedì 20 Febbraio 2020

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18 gennaio 1958

Casalmorano antica stazione romana

Casalmorano antica stazione romana

Casalmorano sorge a mezza via tra Cremona e Crema, in mezzo al radioso alveo agreste della prosciugata Regona d'Oglio. Edificata su un dosso lussureggiante di boschiva vegetazione e posta a cavallo di grandi vie di comunicazione, la località ebbe notevole importanza logistica sin dai tempi delle guerre galliche.

Lo storico Capitelli, nei suoi Annales Cremonenses, ci ragguaglia che cento anni prima della nascita di Cristo, a Casalmorano sorgeva una «statio» romana forte di «88 militi attivi e di 45 di riserva».

Caleidoscopiche furono, nel corso dei secoli, le vicende di Casalmorano. Lungamente contesa tra Galli, Cenomani e Romani, la borgata ebbe un periodo di fulgore e di prosperità sotto il console Lucio Cornelio Cinna. Passò poi agli Elveti, ai Goti ed ai Longobardi.

Nel secolo XII Casalmorano venne distrutta dai Milanesi ma qualche anno dopo risorse più bella di prima.

Agli inizi del quindicesimo secolo conobbe il ferreo dominio di Cabrino Fondulo ma poco dopo passò al Carmagnola che aveva sconfitto ad Annicco l'avventuriero cremonese.

Divenne in seguito feudo della famiglia Barbò e, per concessione di Filippo IV (bolla del 28 settembre 1626), del nobile casato dei Mauri. In questo periodo nacquero a Casalmorano il poeta Francesco Zava ed il padre gesuita Ripari, che fu poi ucciso dagli indiani nel Paraguai.

Nel 1836 la peste colpì Casalmorano; vennero allora allestiti due ospedali, uno nella chiesa di Sanito Stefano e l'altro al centro del paese in quel quartiere che ancor oggi viene denominato Lazzaretto. Per porre fine al flagello, sì portò per le vie della borgata un crocefisso ritenuto miracoloso; ed il sacro simulacro accolse le preghiere dei casalmoranesi: alcuni giorni dopo la peste scomparve, lasciando solo tristi ricordi e lutti. In ringraziamento del divino intervento, ogni anno a Casalmorano si svolge una processione: il crocefisso, ancor oggi conservato nella chiesa di Sant'Ambrogio, viene solennemente portato in tutte le vie per benedire luoghi e persone.

17 Gennaio 2020