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IL LIETO FINE

Sfratto, dopo l'appello lavoro a mamma e papà

La famiglia di Trescore può finalmente tornare a sorridere, ma resta l’incubo dello sfratto

Gianluca Maestri

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redazione@laprovinciacr.it

30 Aprile 2022 - 05:20

Sfratto, dopo l'appello lavoro a mamma e papà

La famiglia Morelli

TRESCORE CREMASCO - Disoccupato e sfrattato. Era questa, fino a pochi giorni fa, la situazione di Salvatore Morelli, 58 anni, napoletano di origini ma al Nord da almeno mezzo secolo e a Trescore da quasi cinque anni. Una situazione drammatica che per quel che riguarda il lavoro si è risolta felicemente. Ieri mattina sia Salvatore che la compagna Manuela, di una dozzina d’anni più giovane, hanno sostenuto le visite mediche per un posto alla Chromavis di Offanengo, azienda leader del settore della cosmetica. Cominciano lunedì, alle 8. Una manna per una famiglia di cinque persone con tre minori: Salvatore e Manuela hanno infatti tre figli: una femmina, Raffaella, di 16 anni, che studia da parrucchiera all’Ispe di Crema, un maschio di 14, Mirko, iscritto al CR Forma di Crema, e Stefano, tredicenne che frequenta la terza media a Trescore.

Ex guardia giurata, ex operatore ecologico ed ex addetto alla pulizia dei treni in stazione centrale a Milano, Salvatore ha perso il lavoro per colpa della crisi di alcuni settori dell’economia innestata dalla pandemia, e nell’ultimo anno non è riuscito a far fronte al pagamento dell’affitto della casa di via Milano 19 dove abita con moglie e figli dal 2017. Tramite un’agenzia interinale con sede nel lecchese lavorava infatti come magazziniere in una ditta di confezionamento di cosmetici, ma con l’arrivo dell’emergenza sanitaria il lavoro è calato ed è stato messo in cassa integrazione prima ed in «disponibilità» poi con uno stipendio mensile di 750 euro. Infine, a gennaio, è arrivata la lettera di licenziamento, non solo per lui ma anche per alcuni suoi colleghi. Il sindacato li segue, ma nel frattempo c’erano affitto e utenze da pagare. Ed è arrivato lo sfratto, che Salvatore tema possa essere reso esecutivo da un momento all’altro.

«Poco dopo l’appello che ho rivolto tramite il vostro giornale – racconta Morelli - io e Manuela siamo stati contattati da una persona che ci ha dato il nominativo di un’agenzia del lavoro di Crema dicendo di andarci ad iscrivere per un possibile impiego in Chromavis. Dopo qualche giorno ci hanno chiamato per le visite mediche che abbiamo sostenuto ieri, per poi firmare il contratto a tempo determinato, per sei mesi, qualche ora più tardi. Io non posso che ringraziare La Provincia ed i suoi giornalisti che, loro sì, mi hanno aiutato».

Sulla famiglia Morelli incombe però, ancora, l’incubo dello sfratto. «Il proprietario della casa in cui abitiamo – prosegue Salvatore - è stato molto corretto con noi, ma dobbiamo liberargli l’alloggio. Se non trovo un’altra casa, rischiamo di dover dormire in macchina». Impossibile per i Morelli, con tre figli che frequentano le scuole a Trescore e a Crema, alloggiare anche temporaneamente da parenti. Quelli di lei sono in Sardegna, quelli di lui risiedono piuttosto lontano. «Se qualcuno avesse una casa mi può contattare al 347 6271390; avremo a disposizione due stipendi per pagare l’affitto e chissà che dopo i primi sei mesi il contratto di lavoro non venga prorogato».

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