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CORONAVIRUS. SICUREZZA IN AULA

Covid, da Roma poche mascherine: le scuole comprano le Ffp2

Consegna dei dispositivi di protezione ovunque carente, gli istituti provvedono con i propri fondi

Nicola Arrigoni

Email:

narrigoni@laprovinciacr.it

26 Gennaio 2022 - 05:30

Covid, da Roma  poche mascherine: le scuole comprano le Ffp2

CREMONA - C’è chi non ha aspettato che il Ministero dell’Istruzione inviasse le mascherine Ffp2 a scuola e ha deciso di acquistarle autonomamente. «Noi abbiamo fatto richiesta delle mascherine il 4 gennaio dopo che il ministero ci aveva chiesto un monitoraggio — afferma la preside del Ghisleri, Simona Piperno —. Un po’ per il timore dell’impennata dei contagi e per richiesta del personale abbiamo provveduto ad acquistare mascherine con i fondi della scuola, distribuendole al personale. La dotazione del ministero tiene conto delle esigenze soprattutto di quei docenti che si ritrovano ad aver a che fare in classi in cui uno studente non può tenere la mascherina. Ciò spesso vale per chi è certificato e da qui la necessità di fornire al docente il dispositivo protettivo più idoneo».

Non mancano le famiglie che lamentano di dover provvedere alle mascherine Ffp2: «Ma su questa partita non c’è grande chiarezza. Il nostro sforzo è quello di venire incontro alle esigenze, nei limiti delle disponibilità, ma certo se non avessimo acquistato con i fondi Covid non ce la faremmo».

«Le cento mascherine arrivate dal Ministero sono nettamente insufficienti — afferma Nicoletta Ferrari dell’Einaudi —. Su 46 classi ne abbiamo 15 in cui si è verificato un caso di positività. Dovremmo dare a tutti le mascherine Ffp2 e cambiarne una al giorno, sia a studenti che a docenti. Ovviamente quanto arrivato dal Ministero non basta se non per due classi. Abbiamo fatto un acquisto con fondi Covid».

«Ci siamo portati avanti — racconta Francesco Camattini, dell’istituto Comprensivo Cremona 5 —. Ne abbiamo acquistate 6 mila con i fondi Covid che ci sono arrivati dal Ministero. Per ora però nessun pacco di Ffp2 ci è stato recapitato dal Miur».

«Dal Miur abbiamo 800 mascherine, ma poi ne abbiamo acquistate 2.500 con fondi nostri — afferma Marzia Catelli del liceo Anguissola —. Abbiamo poi acquistato mascherine speciali per gli alunni bes. Ma è già dall’anno scorso che distribuiamo Ffp2 a chi ne fa richiesta. Tendenzialmente, comunque, i ragazzi arrivano con la loro mascherina, anche perché devono averla se utilizzano i mezzi di trasporto. Per ora grandi disagi non ci sono, ma certo alla dotazione del ministero affianchiamo la nostra».

Alberto Ferrari, preside dell’Aselli, afferma: «Il Miur ci ha fornito 500 mascherine, altrettante ne abbiamo acquistate noi con fondi Miur. Non faccio la distribuzione quotidiana. Interveniamo laddove c’è bisogno».

ANCHE A CREMA PENURIA E PROTESTE.

A Crema qualche scuola le ha ricevute ieri o ieri l’altro. Altre le stanno ancora aspettando. Le mascherine Ffp2 si stanno facendo desiderare, anche perché i quantitativi consegnati finora sono del tutto insufficienti.

«Lunedì – spiega Claudio Venturelli, dirigente del liceo Racchetti-Da Vinci – ne è arrivato un piccolo quantitativo. Prima di allora, le avevamo acquistate noi come scuola. L’invio avviene in base ai numeri del monitoraggio della settimana precedente sulle classi in autosorveglianza e relativi docenti».

Un quantitativo ridotto è stato consegnato anche al Munari, che ha dato un paio di mascherine a ciascun docente, e lo stesso anche al Galilei, come spiega la preside Paola Orini: «Ne sono arrivate cento questa mattina (ieri, nda) e sono le prime Ffp2. Considerate che abbiamo 190 insegnanti e 60 unità di personale Ata. Per questo motivo, stiamo provvedendo all’acquisto utilizzando i fondi arrivati per il Covid. Nelle classi in sorveglianza attiva, le Ffp2 dovrebbero indossarle anche gli studenti, ma c’è sempre qualcuno che la dimentica». Se le Ffp2 si fanno attendere, le scuole non sanno più come smaltire le chirurgiche che seguitano ad arrivare. «Di quelle – prosegue Orini – ne abbiamo un’infinità. Non sappiamo più dove metterle: nessuno le vuole».  Di pessima qualità, con elastici scomodi, queste mascherine rimangono nei cartoni, che occupano magazzini e corridoi.

Lo stesso avviene al Pacioli, dove le Ffp2 non sono ancora arrivate. Per contro, di chirurgiche e di gel per le mani ce n’è fino al prossimo secolo. In attesa delle protezioni ci sono anche lo Sraffa, il Marazzi e lo Stanga. Nel frattempo, lunedì i dirigenti hanno avuto un incontro con i vertici dell’Ats. In mezzo al mare di regole che cambiano in continuazione, anche a seconda dell’ordine di scuola, la richiesta è stata unanime: «Semplificazione».

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