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23 marzo

Lettere al Direttore (1)

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emanzini@laprovinciacr.it

25 Marzo 2017 - 04:05

IL CASO

Mi hanno rapinata fuori dal Chaplin. Via Mantova zona da recuperare.

Signor direttore,
dopo aver assistito al film di Ermanno Olmi sulla figura del cardinal Martini in programma al cinema Chaplin di Cremona, mi sono recata nell’antistante parcheggio del locale per far ritorno a casa, con la mia autovettura. Mentre salivo in macchina un losco individuo, sbucato dalla penombra, mi ha spintonato strappandomi la borsetta e dandosi, nell’immediatezza, alla fuga. Sono rimasta per qualche minuto pietrificata e mi sono ripresa solo grazie all’intervento di una coppia di persone che in lontananza avevano assistito all’episodio e si sono precipitate in mio soccorso. Una volta tornata a casa dopo una notte insonne, nonostante i tranquillanti ingeriti, ho deciso di non sporgere denuncia e di non divulgare quanto accaduto.
Una scelta motivata in primis dalla considerazione che una denuncia contro ignoti non sarebbe stata che un’inutile perdita di tempo ma soprattutto dal fatto che, quanto accaduto, avrebbe potuto nuocere e mettere in cattiva luce l’immagine del Chaplin, un piccolo ma allo stesso tempo grande locale che sta disperatamente cercando di non scomparire da questa città così triste e vuota.
Riflettendo in seguito mi sono convinta del contrario, almeno nella seconda parte della mia riflessione, ed ho deciso di scriverle con preghiera di pubblicazione perché è prendendo spunto da un evento così doloroso che, chi di competenza, venga responsabilizzato avviando di conseguenza iniziative che portino ad un recupero sociale, culturale ed aggregativo non solo di questa zona ma di tutto il comparto di via Mantova.
La chiusura di un hotel internazionale come l’Ibis meriterebbe una ulteriore riflessione su cosa si intende per città turistica ed accogliente. Il Chaplin, in questa triste realtà, è un faro, una speranza, un punto da cui partire su cui investire anche attraverso il coinvolgimento del quartiere, degli oratori, delle scuole, dei residenti, dei negozianti ricordando a tutti che è attraverso la socialità ed il funzionamento dei luoghi di aggregazione e di cultura che si combatte il degrado e l’illegalità. Il resto lo deve fare il Comune, ricordando al sindaco (che tra l’altro è residente in via Mantova) quanto promesso alla cittadinanza in campagna elettorale in tema di cultura (che non deve essere riferita al solo violino) e di rilancio delle prime periferie della città.
Lettera firmata
(Cremona)

Pubblico volentieri dando risalto alla sua lettera, che condivido pienamente. E’ vero ciò che lei dice del cinema Chaplin: è un faro nella notte. Se in centro fossero rimasti aperti il Tognazzi, il Corso, l’Italia e, perché no, anche il Politeama il volto della città sarebbe diverso.

LA POLEMICA

Curioso di conoscere il valore delle azioni Scrp

Egregio direttore,
in merito all’articolo pubblicato sul giornale ‘La Provincia’ a firma di Antonio Grassi, sindaco di Casale Cremasco, in cui si domanda sulla capacità di sopravvivenza di Scrp. Mi permetto di dare io la risposta: Scrp non ha alcuna possibilità di sopravvivere economicamente.
Unico tra tutti i soci, votai contro il bilancio 2015 approvato lo scorso anno, e chiesi al presidente di valorizzare le azioni che avrei voluto vendere. Nessuno si è fatto avanti per chiedere di rilevare la piccola quota che il mio Comune possiede. Motivo? Probabilmente il valore era nullo? Oppure si temeva di generare un precedente? Sono un consulente finanziario e già (prima di tutti gli errori politico/amministrativi combinati in questi mesi) appariva chiaro come, tolto il ciclo idrico, tutti gli indici di bilancio di Scrp (se consideriamo il personale come un costo fisso) divenissero preoccupanti. Aggiungiamo poi l’arroganza dei quattro Comuni che controllano Scrp nel portare avanti il progetto varchi senza nulla riconoscere agli 11 Comuni esclusi. Caduta la ‘solidarietà comunale’ (mi si passi questa definizione che ben esplica il principio su cui dovrebbe sempre basarsi una società pubblica posseduta da comuni) i ‘risolini’ sarcastici dei ‘sindaci vassalli e vassalletti’ dei quattro comuni moschettieri si sono via via assottigliati grazie al coraggio di chi obiettava, e forse all’evidenza palese, dell’inutilità (se non per il Comune di Crema) di Scrp. Oltre a ‘centrale di committenza’ Scrp farà consulenze!
Dopo un decennio in cui il Pil si è ridotto del 10%, dopo l’avvento di Imu, addizionali comunali e dopo tagli pazzeschi ai trasferimenti verso i nostri Comuni, ora ogni sindaco si faccia l’esame di coscienza, abbandoni aspettative di poltrone, scranni, non ceda ai richiami dall’alto del partito e soprattutto si sottragga a logiche spartitorie di favoretti, scambi di cortesie ed altro. Non condividete? Vedremo prima il bilancio 2016 che si dovrà approvare e soprattutto vedremo quanti euro varrà ogni azione di cui chiederemo il recesso. Oggi da capitale sociale ne varrebbe 6, vero presidente? Tra poco dopo 15 mesi di attesa, avrò una risposta. La informo che ho inoltrato una lettera identica al presidente Moro, cosicché alzeremo il velo sui miei quesiti.
Luca Cristiani
(sindaco di Casaletto di Sopra)

Multate in metropolitana
C’è una regola. E Atm la fa rispettare
Signor direttore,
rispondiamo alla lettera delle signore Cristoforetti apparsa sulla ‘Provincia di Cremona’ dal titolo ‘Biglietto sbagliato 100 euro di multa’. Spiace constatare quanto l’arte italica della lamentela sia effettivamente assai diffusa. E così leggiamo di proteste quando i controllori non sono presenti o qualcuno ha scavalcato il tornello, ma anche quando essi sono presenti e si riceve una multa. In questo caso particolare è curioso che a fronte di una regola si chieda di chiudere un occhio, una pratica che solitamente è deprecata quando sono gli altri a invocarla, ma che improvvisamente torna utile quando la multa è comminata a noi. E infatti le signore avrebbero gradito un occhio di riguardo con la motivazione del ‘così fan tutti’.
Ricordiamo che Atm è impegnata in una lotta serrata contro l’evasione, che ha portato importanti risultati, grazie alle misure messe in atto dall’Azienda – dalla chiusura dei tornelli in uscita all’incremento di controlli e controllori – e grazie al senso civico dei milanesi: a Milano il tasso di evasione tariffaria in metropolitana è dello 0,9%. Se si pensa che ogni giorno oltre 1,2 milioni di persone utilizza la rete metropolitana è evidente a tutti che anche una percentuale così esigua su un universo tanto esteso vuol dire un numero assoluto di evasori importante e certo percepibile da chi con occhio attento scruta i tornelli. Naturalmente il mondo del servizio offerto da Atm è grande, ed è da illusi pensare che sia possibile controllare tutti gli oltre 2 milioni di passeggeri che ogni giorno utilizzano le oltre 20mila corse di superficie e le oltre 2.300 della metropolitana.
Ufficio Stampa Atm
(Milano)

Quale famiglia?
Evitare atteggiamenti assolutistici
Signor direttore,
mi permetta di replicare al sociologo Buttiglieri, ma non sopporto sentir dire che «difendere la famiglia, la cosiddetta famiglia naturale, padre, madre, figli e parenti è qualcosa di materialistico che non c’entra niente con una visione spirituale della vita» e poi «difendere la famiglia carnale, che fra l’altro è in via d’estinzione, è difendere un fantasma» ed infine, ancora una volta, che «tutti siamo figli di Dio». Orbene, se siamo figli di Dio, nel senso comune del termine, costui ci è padre. Ed allora quale padre lascerebbe i suoi figli allo sbaraglio in un mondo come questo?
E non mi venga a dire che se è così è colpa nostra, perché questa sarebbe ancora una risposta da preti. Lei dice «o si ama tutto e tutti o non si ama niente e nessuno». Perché questo atteggiamento categorico, assolutistico?
Ernesto Biagi
(Casalmaggiore)

Per tutti i papà
I versi di un poeta che toccano i cuori
Caro direttore,
domenica 19 marzo scorso era la festa del papà. Auguri papà Pietro. Il 21 marzo scorso si è celebrata la festa mondiale della poesia. Alla festa del 19 marzo ho letto a mio papà una bellissima poesia di Alfonso Gatto ‘A mio padre’ dove dice tra l’altro: «Mi basterebbe che tu fossi vivo, un uomo vivo col tuo cuore è un sogno. Ora alla terra è un’ombra la memoria della tua voce che diceva ai figli: com’è bella la notte e com’è buona ad amarci così con l’aria impressa fin dentro al sonno».
Versi veramente toccanti quelli del poeta salernitano e se letti con attenzione e commentati possono veramente influenzare nel bene il lettore e dalla lettura ne deduco gli auguri a tutti i papà, quelli che ci sono e anche a quelli che non ci sono più.
Vincenzo Gatto
(Milano)

La questione nutrie
Per sterilizzarle non vanno catturate
Signor direttore,
l’anonimo ‘cerdella’ ripicca senza riuscire ad argomentare nulla di interessante. Per sterilizzare le nutrie non serve catturarle una per una come lui o lei crede, ma basta avere a disposizione un anticoncezionale adatto e persone intelligenti che sappiano individuare maschi e femmine.
Tutto il resto rimane quello che è da decenni e quello che hanno fatto fino ad ora spendendo molto denaro pubblico non ha risolto il ‘problema’ dimostrando non solo una crudeltà perversa ma anche una totale mancanza di serietà.
Francarita Catelani
(presidente della associazione Una Cremona Onlus)

La Pfm al Ponchielli
Finalmente la vedrò seduto in un teatro
Egregio direttore,
a quarantasei anni dal primo loro concerto a cui ho presenziato proprio nel mio paese, Rivarolo del Re, torno ad applaudire la Pfm sabato 1° aprile in uno dei templi artistici lombardi, il teatro Ponchielli di Cremona.
Negli anni ne ho seguito almeno sette esibizioni dislocate fra le province di Mantova, Cremona e Verona, ne ho accompagnato tutta l’evoluzione musicale fra gli anni Settanta e Ottanta e le variegate sostituzioni e aggregazioni di componenti, in ogni caso musicisti di altissima vaglia, ma tutto ciò seduto in terra o al massimo su una traballante sedia di plastica.
Fra una settimana finalmente mi godrò una delle band che hanno fatto la storia del prog rock italiano e internazionale comodamente seduto su una poltrona rossa: sono felice di questo, un po’ meno per l’assenza di Franco Mussida, ritiratosi recentemente, ma non potrò mai scordare i due concerti al mio paese nel 1971 (all’indomani della loro consacrazione al 1° Festival d’avanguardia e nuove tendenze di Viareggio) e nel 1978, ultima esibizione con la Pfm del talento casalese Bernardo Lanzetti.
Giampietro Vicini
(Rivarolo del Re)

La ‘nuova’ Provincia
Non mi abituo ai due dorsi
Egregio direttore
devo unirmi, mio malgrado, ai numerosi lettori del nostro quotidiano che si dichiarano insoddisfatti della versione attuale propostaci.
Ho atteso un anno prima di esprimere la mio opinione- pensando mi abituerò-sulla versione due dorsi; non ci sono riuscito; e tantomeno non riesco ad accettare l'attuale versione del quotidiano (incollatura).
Leggere La Provincia oggi, mi ‘innervosisce’, non si riesce a tenerla in mano, si sfalda tutta; anche, se non altro, per educazione e rispetto di chi la legge dopo di me in famiglia.
Enrico Grazioli
(Verolanuova, Bs)

Non vengono più
Quanto mi mancano le rondini sotto il tetto
Signor direttore,
la ‘Giornata della Poesia’ non mi consola delle rondini che, il 21 marzo, non vengono più sotto il tetto, né credo di doverne addebitare la colpa a san Benedetto, molto indaffarato come Patrono d’Europa. Lo confesso, le rondini mi mancano, sia all’arrivo che alla partenza.
Dovremo interrogare gli stravolgitori globali del clima? Non servirebbe. E la vera poesia - ne sono convintissimo - sono le rondini, non la poesia.
Gianfranco Mortoni
(Mantova)

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