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5 novembre

Lettere al Direttore

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emanzini@laprovinciacr.it

07 Novembre 2016 - 04:00

IL CASO

Papa’ è ricoverato in una rsa e a me non consegnano la sua posta

Egregio direttore,
le premetto che per motivi di salute, mio padre è ricoverato in via definitiva in una Residenza sanitaria assistita. Tutte le corrispondenze, come quelle bancarie, e le raccomandate destinate a lui sono domiciliate presso il mio indirizzo. Nei giorni scorsi, il postino ha suonato per recapitarmi una raccomandata e non trovandomi, ha lasciato il classico bigliettino per il ritiro presso l’ufficio dedicato. Mi sono recato presso l’ufficio munito della mia carta d’identità per dimostrare chi sono, dove abito e l'autenticità della mia firma. La raccomandata non mi è stata consegnata, perché non era a mio nome. Alla signora dello sportello ho cercato di spiegare la situazione: le ho detto che io sono la stessa persona, alla quale il postino, trovandomi in casa, avrebbe consegnato la raccomandata. Ma lei non ha voluto sentire ragioni. Allora, ho chiesto di poter parlare con un funzionario responsabile per avere chiarimenti. Mi hanno mandato alla porta accanto. E’ arrivata una signora (dico signora, perché non si è presentata e non mi ha neppure detto qual è il suo ruolo). Anche a lei ho spiegato che il postino, trovandomi a casa, mi avrebbe consegnato la raccomandata destinata a mio padre. E’ superficiale la consegna a domicilio o si è fiscali in posta quando ci si presenta con l’avviso? Vorrei che qualcuno, magari il direttore delle Poste, mi rispondesse.
Giuseppe Fontana
(Cremona)


Attendiamo la risposta.

L'INTERVENTO

Pubblico ufficiale prepotente? Reagite


Antonio Spena
Burocrazia, potere o servizio del pubblico dipendente; lo Stato fonda la propria esistenza su tre elementi essenziali: la sovranità, il popolo, il territorio. E,per funzionare, necessita di strutture pubbliche, quindi inevitabilmente di apparati burocratici. Ma cos'è questa tanto vituperata burocrazia? Nell'immaginario collettivo è un pachiderma insaziabile che si nutre di articoli, commi, codicilli, postille, interpretazioni, direttive, regolamenti, prassi ed altro, che in concreto impedisce allo Stato e agli enti pubblici di attuare i propri scopi e le proprie funzioni istituzionali in tempi ragionevoli, e addirittura spesso paralizza le stesse attività dei cittadini. Certamente però delle regole devono esistere ed essere rispettate altrimenti vivremmo nella giungla,per cui una burocrazia è comunque indispensabile: la macchina pubblica non può esistere e muoversi senza il carburante costituito dai pubblici dipendenti.E allora il vero problema diventa quello della misura,delle dimensioni dell'apparato burocratico, che andrebbe sicuramento semplificato e snellito,e al tempo stesso quello della preparazione, sensibilità e intelligenza dei pubblici dipendenti,e cioè dei burocrati.Fino a qualche anno fa essi erano in maggioranza meridionali, a causa delle difficoltà economiche in cui il sud annaspa dai tempi dell'unità d'Italia,che spingeva i giovani,in mancanza di possibilità lavorative alternative, a continuare gli studi e conseguire diplomi e lauree che aprivano loro le porte del "posto fisso", ovviamente statale. Nel tempo qualcosa è cambiato a causa della crisi e ora anche al nord,essendoci meno possibilità lavorative per i giovani,molti continuano gli studi in attesa di una "sistemazione" a tempo inderminato,magari negli apparati burocratici dello Stato e di enti pubblici.Ma, a prescindere dalle possibilità occupazionali,è innegabile che la "pubblica funzione" eserciti anche un fascino particolare sui giovani perchè ci si sente più importanti,più visibile e alla fine si gestisce in qualche modo il "potere". E questo è il punto da approfondire.Indubbiamente la pubblica funzione e il pubblico servizio vanno rigorosamente tutelati in quanto espressione dello Stato e dell'interesse della comunità,per cui appare giustificata la normativa che punisce chi manca di rispetto o addirittura usa violenza nei confronti di chi svolge la funzione o il servizio pubblico,giacchè sarebbe invivibile un contesto sociale in cui non venisse salvaguardato chi agisce in nome e nell'interesse dello Stato. La condotta dei predetti, però, affinché sia meritevole di giuridica tutela, deve essere necessariamente ineccepibile,e cioè non deve mai straripare nella prepotenza,nell'aggrssività, nell'arroganza, nella maleducazione, nel sarcasmo, nel diniego, in quanto il comportamento di chi opera in nome dello Stato deve comunque sempre essere rispettoso del cittadino, anche di quello che ha trasgredito la legge. Purtroppo però ci si imbatte ancora spesso in chi vìola queste regole abusando della funzione che svolge, così da provocare reazioni, talvolta anche forti, dei cittadini ingiustamente maltrattati. Ma non tutti sanno che in questi casi la normativa prevede che non risponda penalmente chi abbia reagito (in modo tuttavia non sproporzionato) ad atti arbitrari del pubblico dipendente. E anche la magistratura nel corso degli anni ha man mano sensibilimente attenuato la rigorosa normativa del codice Rocco, cioè del codice penale emesso nell'era fascista, a difesa del predetto. Il reato di oltraggio previsto originariamente dal codice penale è stato addirittura abrogato nel 1999, per essere reintrodotto dieci anni dopo, ma con caratteristiche diverse e molto più affievolite, tanto che ora è molto più difficile la sua configurazione; inoltre è prevista la possibilità di estinguere il reato da parte dell’autore di esso mediante il risarcimento del danno. In definitiva, chi agisce in nome e per conto dello Stato gode certamente di una posizione di prestigio tutelata dalla legge, ma solo fin quando rimane nei limiti delle proprie attribuzioni; infatti deve tener presente che il suo è un servizio in favore e non a danno dei cittadini e che comunque non gli conferisce alcuna situazione di intangibilità. Ne consegue che, ove invece esorbiti dalle sue attribuzioni, diventa un comune mortale e quindi ben può essere oggetto anche di offese da parte di chi abbia da lui subito un torto,che pertanto non risponderà di alcun reato.

Cani, bici, automobilisti
E’ la maleducazione a fare la differenza
Gentile direttore,
ho letto il giornale di domenica 30 ottobre e dopo averci riflettuto un po’ ho deciso di scrivere perché non so mai da che parte stare. Mi spiego: sono una mamma e possiedo un cane, sono un’automobilista, ma vado in bici e anche molto a piedi. Quindi? dirà qualcuno! Quando sono al volante me la prendo con i pedoni che attraversano a caso, quando sono a piedi con i ciclisti che spadroneggiano sui marciapiedi e in bici con gli automobilisti che ci privano delle (poche) piste ciclabili. Vorrei dire al consigliere Ghidotti che con un po’ di buona volontà potrebbero convivere cani e bambini: i proprietari di bestiole non vogliono tutto il parco della scuola Bissolati, ma solo una fettina e se i bimbi non buttano i rifiuti come nelle foto che vi allego sono ben accetti anche loro. Un’idea potrebbe essere quella di dotare le mamme di sacchettini come i proprietari dei cani e di multare tutti nel caso di abbandono di rifiuti/deiezioni. Leggetemi con la stessa ironia con cui l’ho scritta, ma riflettendo sempre sul principio che ‘la mia libertà finisce dove inizia la tua’. Una piccola precisazione: la cacca dei cani fa sicuramente schifo e puzza, ma la pioggia la scioglie, i sacchettini di plastica rovinano il nostro mondo per più di un secolo e fanno del male a tutti. Aggiungo una battuta per il signor Alessandro Apolli di Pontevico: liberissimo di non amare né noi né i nostri ‘amori’, ma è stato aggredito, morso, ha messo il piede in qualcosa di puzzolente per essere così tanto agguerrito? La legge ci impone di avere con noi la museruola, ma non di farla indossare al cane H24 e come ci sono proprietari maldestri/maleducati, ribadisco che ci sono pedoni, ciclisti, automobilisti, papà, mamme, nonni, studenti, pensionati, etc maldestri/maleducati: quando lei viene a Cremona li mettiamo tutti dietro le sbarre?
Simona Borghi
(Cremona)

Scandali scoperti dal tg
Successo meritato di Striscia la notizia
Esimio direttore,
lo straordinario successo del Tg satirico di Canale 5, ‘Striscia la notizia’ è strameritato, in molti propongono perfino di creare delle succursali in ogni provincia, vista la capacità di monitorare il territorio di fronte all'incapacità degli organi competenti . Grazie a questa trasmissione sono state scoperte e smascherate in questi anni intere legioni di imbroglioni, cito alcuni esempi: maghi e medium succhiasoldi dai poteri pseudo paranormali, sedicenti medici sprovvisti di laurea, sindaci e amministratori locali che non vedevano spuntare come funghi e sotto i propri occhi, palazzi di 6/7 piani, stadi da 20.000 posti a sedere edificati in paesi di 2.000 abitanti, ospedali costosissimi e super attrezzati costruiti e mai inaugurati, tribunali senza alcun sistema di sicurezza dove si può entrare senza alcun controllo con pistole e mortai. Si potrebbe continuare all'infinito in questo triste e desolante panorama dell’Italia dei furbi e dei ladri. È molto strano, caro direttore, che siano alcuni giornalisti satirici a denunciare ciò che dovrebbero fare e lo ripeto, gli organi competenti i quali, spesso e volentieri, non vedono, non sentono e non parlano.
Andrea Zecchini
(Camisano)

Autovelox del Maristella
Quel lampeggiante va a singhiozzo
Signor direttore,
ritorno sull’argomento del famigerato autovelox di via Persico al Maristella. Mi chiedo: perché tutti i lampeggianti funzionano bene e questo funziona male? Tutti i lampeggianti che incrocio sulle strade, compresi quelli di avviso del semaforo al Maristella distante poche centinaia di metri da questo autovelox, funzionano regolarmente 24 ore su 24 tutti i giorni dell’anno, mentre questo, posto sul palo dell’autovelox, funziona a periodi, un po’ va e un po’ non va e il più delle volte non va quando è buio. Non funziona in modo regolare ormai da settimane, perché? Il funzionamento è appositamente programmato per rendere l’autovelox meno percepibile agli automobilisti per... e si sa per cosa; oppure l’impianto che lo fa funzionare è talmente complicato che non riesce a farlo funzionare in modo regolare e continuo? (...)
Sabino Cucciniello
(Persico Dosimo)

Referendum/1
Vince il sì, indietro di 30 anni, che bello
Egregio direttore,
Matteo Renzi dice: al referendum, se vince il no l’Italia torna indietro di 30 anni.
Ma che bello! 30 anni fa non avevamo l’euro, con la lira italiana si stava benissimo; la gente lavorava soddisfatta senza paura, difesa dell'art. 18 ; la disoccupazione era ridicola; i pensionati si godevano la propria pensione. Cosa posso dire: italiani torniamo indietro di 30 anni.
Cesare Forte
(Oradea- Romania)

Referendum/2
Riforma, chi sa i veri contenuti?
Gentile direttore,
(...) solo una grande adesione al voto a scapito dell’astensionismo sarà l’unica vittoria di questa consultazione popolare. Contenuti del quesito: purtroppo ogni giorno si parla solo dei soliti luoghi comuni e degli aspetti che più colpiscono i cittadini, i veri contenuti della riforma penso siano pressoché sconosciuti o comunque poco chiari a molti e soprattutto ai giovani.
Per quanto io mi sia documentato penso che siano alquanto nebulosi e lasciano spazio alle molteplici interpretazioni. Per quanta riguarda i giovani mi preme anche sottolineare la difficolta che molti studenti universitari fuori sede dovranno affrontare per esercitare il loro diritto di voto (centinaia di migliaia).
luigid@fastpiu.it

Decidono gli enti locali
Pseudo sanatoria quella delle multe
Signor direttore,
la necessità di fare cassa è talmente forte da parte del governo che la parte delle una tantum e sanatorie della manovra si amplifica di giorno in giorno. Anche le multe affidate alla riscossione dal 2000 al 2015 saranno «rottamabili» con le regole delle cartelle esattoriali.
A decidere se aderire alla sanatoria saranno però gli enti locali, regioni, province e comuni che hanno il potere di emettere multe.
Saranno sanabili anche i debiti relativi alle imposte locali, come Ici, Tasi e Tari. Entro 90 giorni dall’emanazione del decreto i contribuenti dovranno comunicare a Equitalia l’intenzione di aderire alla sanatoria.
Si dovrà pagare l’importo della cartella senza interessi e sanzioni, in un’unica soluzione o in tre rate bimestrali. Misura molto popolare, che produce gettito. Un’occasione doppia per il governo a corto di coperture e anche di consensi per il referendum. Spesso le cartelle in esame, che, badate bene, non vengono rottamate, perché l’importo delle stesse dovrà comunque essere versato, hanno spesso ad oggetto crediti già pagati di cui non abbiamo più le ricevute conservate, prescritti, mai notificati, o notificati in maniera errata, duplicazione di ruoli, ecc.
Invitiamo dunque tutti i contribuenti ad un’attenta disamina delle proprie posizioni debitorie prima di decidere se aderire o meno a tale pseudo-sanatoria; in tale categoria includiamo anche i contribuenti che stanno regolarmente pagando un piano di rateizzo concordato con Equitalia o che siano decaduti dallo stesso.
G.F.D.
(Cremona)

Un tema delicato
Lettere sull’aborto ringrazio il giornale
Gentile direttore,
mi lasci esprimere gratitudine nei suoi confronti e del giornale La Provincia per lo spirito ed il supporto costruttivi e per il largo spazio con cui avete messo con grande evidenza le mie lettere, su un tema molto delicato, qual è l'aborto. È una doppia soddisfazione, anche in considerazione che non sono né cremonese, né cremasco, e neppure sono medico, bensì un libero cittadino, un giornalaio qualsiasi di Fasano del Garda.
Claudio Maffei
(Fasano del Garda)

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