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21 agosto

Lettere al Direttore

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emanzini@laprovinciacr.it

23 Agosto 2016 - 13:18

IL CASO

Scuole e docenti nel caos
E per il ministro è tutto ok
Gentile direttore,
sull’edizione del 18 agosto viene giustamente dedicata un’intera pagina al caos in cui si trovano le scuole e i docenti, a causa di una legge beffardamente definita ‘Buona scuola’ e dell’incapacità del governo di gestire decorosamente il concorso attualmente in atto per l’assunzione dei docenti. Concorso che, come giustamente si è evidenziato, procede molto a rilento, con problemi di ogni genere. In questa situazione, il ministro dell’Istruzione Giannini ricorda il soldato giapponese Hiroo Onoda, noto in quanto, sperduto su un’isola delle Filippine, ancora nel 1974 si rifiutava di credere che la Seconda Guerra Mondiale era finita. Apparentemente impermeabile alla ridda di pesanti critiche che le piovono addosso da ogni direzione, la ministra rimane asserragliata nel suo fortino sostenendo a ogni piè sospinto che tutto è proceduto e procede per il meglio. Se non fosse che esercita i poteri di un ministro, con tutto quel che ne consegue per la vita della gente, farebbe quasi tenerezza. Al contrario, suscita invece molta rabbia. Per ora ha saputo produrre solo caos. (...)
L. G.
(Cremona)


Con l’avvicinarsi di settembre tornano — puntuali — i problemi della scuola. Il rischio che le lezioni inizino con alcune cattedre senza prof è reale. Nonostante la ‘Buona scuola’.

LA POLEMICA

Eventi culturali, il Comune se vuole i soldi li ha
Caro direttore,
ho letto mentre ero in ferie la lettera dell’ufficio stampa del Comune (...) in risposta al maestro Gusberti che lamentava le carenza di aiuti economici nei confronti di chi si impegna da sempre per la sua città e per la musica e mi sono arrabbiato.
Con supponenza che contraddistingue questa maggioranza il comunicato ufficiale distingue tra Cremona partecipata grazie alla quale si distribuiscono al massimo un migliaio di euro dopo attenta valutazione (basta guardare i progetti esclusi dalla commissione ad hoc che nega persino gli spazi a chi non va loro a genio malgrado l’offerta di manifestazioni anche gratuite) e altre che sono definite, dal comunicato, grandi eventi. Forse ho letto male ma per manifestazioni di tre giorni il Comune ha elargito (lo dice il comunicato) ben 25mila euro di cui 10mila di spese logistiche (all’anima!) e ad Acquedotte, altra bella manifestazione, addirittura 109mila euro anche se una trentina rientrano e altri vengono da sponsor. Mi viene da pensare allora anche ai soldi che si spendono per i viaggi culturali all’estero per promuovere la liuteria, per il museo e per il corso di restauro e per tutte le manifestazioni di grandi orchestre invitate, per il festival della viola ecc. Niente da dire. Ma allora dove si vuole i soldi, e tanti, ci sono o no? Mentre per altre manifestazioni comunque valide e importanti no e sempre no: non ne abbiamo dobbiamo fare attenzione a spendere.
Marco Cremonesi
(Cremona)

A volte ritornano...Acerbi è uno di questi casi
Gentile direttore,
non poteva sfuggirmi la notizia della designazione di Francesco Acerbi a presidente della società Autovie Padane, nuova denominazione al posto di Autostrade Centro Padane subito dopo l’acquisizione della CR-PC-BS da parte del gruppo Gavio. Ebbene dopo 15 anni alla direzione di Centropadane (con ultimo compenso annuo di 350mila euro, cifra apparsa proprio su queste pagine l’anno scorso, ribadisco compenso pari a quello che percepisce l’attuale Presidente Usa Obama, con la differenza che il presidente degli Stati Uniti decide le sorti degli Usa ma anche può decidere le sorti del mondo, mentre il direttore delle ex Centropadane, poteva decidere le sorti di 80 chilometri di asfalto), alla sede di San Felice si rinnova il ritorno di Acerbi. Come si suole dire si esce dalla porta e si rientra dalla finestra, mentre in questo caso nell’agosto del 2014 è uscito dalla porta e dopo una pausa di due anni rientra, uno dei pochi casi al mondo, dalla stessa porta, anzi alla stregua dei migliori consoli romani dall’arco di trionfo, con tanto di tappeto rosso e probabilmente con compenso similare percepito negli anni da direttore di ACP ,un autentico schiaffo ai milioni di poveri italiani penalizzati dalla disoccupazione e dalla crisi economica. E non conteggio neanche la buona uscita percepita dopo le dimissioni del 2014, e quella che percepirà quando lascerà l’incarico di Autovie Padane. Come spiegare questo rientro? Nemmeno il Signore è in grado di dare una spiegazione plausibile. In questo caso il sottoscritto si astiene da qualsiasi considerazione. (...) Nel frattempo non possono mancare gli immancabili auguri di buon lavoro al dottor Acerbi.
Giorgio Demicheli
(Cremona)

Islamici in chiesa/1. I distinguo sono solo controproducenti
Signor direttore,
mi ha colpito la greve divergenza insorta nella Chiesa cremonese sulla nota partecipazione di delegazioni musulmane alla messa nel duomo e in altre chiese. Vi ho persino ritrovato parole arcaiche e piuttosto sinistre, come la taccia di eresia, con dispute dottrinarie per me oscure. Al di là di tutto mi pare si sia trattato di un segnale di chiusura inopportuno e che può recare danno. La questione va al di là della stessa comunità dei fedeli: Vaticano e chiese hanno fatto un passo che ne presuppone altri coerenti e non ininfluenti nella situazione complessiva. Una sconfessione e un rinculo non credo sarebbero senza conseguenze.
Il sottoscritto non è credente e non ha dunque titoli in tema di dottrina e liturgia. Ma sono convinto che dai dettami di una fede, prima di tutto da parte di chi vi appartiene, vadano, oggi più che mai, praticati e valorizzati i segni positivi della comune umanità, fratellanza e pace. Solo così potranno dare qualche frutto gli sforzi volti a contrastare ed isolare i fanatismi integralisti che stanno causando disastri. Credo che i sottili distinguo basati sul presunto possesso di assolute verità unilaterali siano a questo fine controproducenti. Comunque con essi non se ne esce.
Vorrei anche porre un quesito su un particolare sollevato dal parroco di S. Imerio, da incolto in materia e senza alcun intento polemico. Riguarda il comportamento da tenere all’annuncio di darsi un segno di pace tra i presenti alla messa. Per qualche plausibile motivo e con pieno rispetto, potrebbero esservi tra i presenti atei o persone di altre religioni: la stretta di mano di un cattolico con qualcuno di loro contrasta con la liturgia? Forse ho inteso male perché mi sembrerebbe assurdo.
Lettera firmata
(Cremona)

Islamici in chiesa/2. Don Nevi ha parlato di Eucarestia
Egregio direttore,
in merito alla questione di quanto é avvenuto in Duomo e delle ineccepibili reazioni che ha suscitato vorrei dire che tra i vari scritti riportati sul giornale, dai commenti dei lettori alle interviste con foto agli esperti (ex Pci esperti di messa?), alle lezioni di esimi teologi, si evince anche questo: Don Nevi, e chi l’ha sostenuto ha parlato fin da subito di Eucaristia, ed esponendo quanto, relativamente a questo sacramento e al posto in cui viene celebrato, ha creato problemi.
Gli altri mi scusino, ma hanno parlato e abbondantemente, di tanti altri argomenti (accoglienza, integrazione, legami sociali...) con più o meno edotte motivazioni, ma mai di eucaristia. Mai, dico mai, neppure la teologa nè i preti così orientati. Controllare per credere.
Ma hanno letto bene quanto rilevato da don Nevi?
Ha parlato di Chiesa e di Eucaristia. Cosa c’entrano le altre cose? Per un credente tutte secondarie.
Mettere l’Eucaristia in subordine, per i credenti, mi sa tanto di contravvenzione al primo comandamento. Non sarà che mettere Dio al primo posto sia diventato fuori moda?
Mah! Speriamo di no perché il primo comandamento è ancora lì.
Sicuramente da quanto emerso non lo è per tutti perché qualcuno che ci tiene c’è ancora anche se ostinatamente avversato da dentro e da fuori.
Giorgio Somenzi
(Persichello)

A Soresina Forza Italia parla alla pancia dei cittadini
Egregio direttore,
chiediamo spazio per una risposta alla lettera firmata dal redivivo circolo locale di Forza Italia.
Come già avvenuto in passato, si preferisce parlare alla pancia, e non alla testa della gente, e si sceglie di farlo su un tema delicato come la sicurezza dei cittadini, a fronte del fenomeno dell’immigrazione, che sta investendo l’Italia e l’Europa intera e sta assumendo dinamiche di così complessa gestione da mettere in crisi tutti i governi dell’Occidente. In tale contesto, ciò che cerchiamo di fare, assumendoci le nostre responsabilità sul nostro territorio, è di essere coinvolti, di gestire (non subire) le decisioni quando possibile, in una dialettica istituzionale difficile da esplicarsi in uno stato di emergenza costante. Cerchiamo di farlo garantendo a tutti una situazione di sicurezza accettabile, pur con qualche criticità, sapendo che si tratta di un problema ostico da affrontare per tutti e che c’è chi, a tutti i livelli, soffia sul fuoco irresponsabilmente. Ma il tema sollevato da Forza Italia è soprattutto politico, e rimprovera alla Giunta Vairani di assumere decisioni senza la giusta informazione ai cittadini. Detto da chi negli 8 anni di amministrazione: ha imposto 6 mesi di Commissario Prefettizio alla città; ha venduto ad un privato la Casa di Riposo (unica delle 29 in provincia di CR); ha intrapreso la costruzione di una tangenziale ‘monca’, che sarebbe terminata sulla Provinciale 47 per Annicco, senza le dovute coperture economiche e che oggi è sul tavolo della Procura della Corte dei Conti; ha portato sullìorlo del fallimento l’ASPM, lavorando in modo esclusivo in fido bancario ‘a revoca’ di oltre 5 milioni di euro€; si è imbarcato sul progetto della Centrale di cogenerazione, costato un’enormità e conclusosi nel nulla; ha nascosto il disastro finanziario della società ICOS sul polo sanitario, che ancora oggi incide sulle difficoltà attuali. Di fronte ad ogni richiesta dell’opposizione di allora di essere edotta su tali temi, la maggioranza giungeva perfino a servirsi di salate consulenze legali per negare l’accesso ai documenti. Forza Italia, allora al governo di Soresina, ha mai chiesto il parere ai cittadini?
Respinta dunque al mittente l’accusa di poca trasparenza. In merito al desiderio di contribuire a creare un fronte comune nel dialogo con la Prefettura (in contrapposizione?), crediamo lo si possa fare con un altro spirito ed un altro senso di responsabilità, oltre che su diversi presupposti e fini, ad oggi non ravvisabili in quanto espresso da Forza Italia sul vostro quotidiano.
Circolo del Partito Democratico
(Soresina)

Scuola calcio stop/1. La Cremo ha preso una decisione giusta
Egregio direttore,
finalmente alla Cremonese è arrivata una persona competente e conoscitrice del mondo del calcio come Rampulla che come me e tante altre persone ha sempre sostenuto l’inutilità di una scuola calcio in società. La Cremo ha sempre avuto fior di osservatori che segnalano i bimbi che, come ha giustamente ribadito il neo presidente, «meritano» per doti tecniche, fisiche e di volontà di essere inseriti negli organici delle squadre giovanili (e non perché sborsano 400 euro all’anno) prelevandoli da società del territorio che comunque insegnano l’autonomia e il rispetto delle regole e grazie alla scuola calcio vivono (vedi Sported, Torrazzo, Corona, Esperia e tutte le realtà provinciali) e che fanno attività ludico-motorie e di aggregazione utili alla crescita dei bambini, anche se non sono professionistiche. Poi soprattutto spetta a noi genitori insegnare ai figli che nel calcio, come nella vita, ci vuole volontà, fatica e sacrificio e prepararli alle delusioni e difficoltà senza illuderli di diventare Messi o Ronaldo.
Concludo dicendo che il nostro Michelangelo sarà un grande presidente che ci porterà in alto!
Rispondo bonariamente al signor Arcari: non è che i sogni di cui parla sono soprattutto di nonni e genitori?
Fabio Ghisolfi
(Cremona)

Scuola calcio stop/2. Progetto che doveva essere riproposto
Caro direttore,
io non so di cosa faccia cappello il lettore che si congratula per la chiusura della scuola calcio della Cremonese. Che decine di bambini sono rimasti orfani di una appartenenza? Di un luogo familiare? Di un gruppo di allenatori a cui sono legati? Di uno sguardo attento alla loro crescita?
Ci sono genitori che scelgono di mandare i loro figli a giocare a calcio all’oratorio. Bene. Ci sono genitori che invece hanno scelto il progetto di scuola calcio della Cremonese come progetto educativo, serio, rigoroso, con tecnici competenti e appassionati. Non possiamo quindi che dispiacerci di questa decisione improvvisa, inaspettata e per noi incomprensibile.
Ci si riempie la bocca del valore educativo dello sport e poi si buttano via anni di lavoro con tanta leggerezza.
Sara S.
(Cremona)

Tasse e solo tasse, la giunta Galimberti è un vero disastro
Signor direttore,
in merito a quanto riportato nel vostro giornale on line ritengo opportuno intervenire su quanto dichiarato circa la legge di stabilità 2016 in materia fiscale. A mio modesto parere la legge prevedeva una imposizione fiscale congrua con la crisi economica che da anni attanaglia il Paese, io invece penso che questa sia l’ennesima scusa per poter aumentare le entrate fiscali che come al solito saranno a carico dei cittadini cremonesi. Ma in cambio di cosa? Disservizi continui, spese inutili, e mantenimento dei villeggianti della casa dell’accoglienza utenze e sprechi compresi. Ma infine mi chiedo se questa amministrazione viva a Cremona o nel paese di Alice, ma questi signori la vedono come è ridotta questo residuo di città ormai alla mercé di finti buonismi nei confronti di clandestini e vessazioni continue verso commercianti e residenti che devono solo pagare per non avere niente in cambio. Un minimo di vergogna dovrebbe far parte del vostro essere di sinistra, ma il condizionale è d’obbligo.
Pietro Burgazzi
(Cremona)

L’immobile da alienare è al civico 25 di via Bellarocca
Gentile direttore,
vorrei segnalare che sulla prima pagina di ieri appare la fotografia errata dell’immobile di via Bellarocca che il comune intende alienare. Il condominio in fotografia è il civico 14 di via Bellarocca ed è un rispettabile condominio di proprietà frazionata di piccoli proprietari. L’immobile in questione è sito al 25 ed è sede di uffici comunali. (...)
Marcello Villa
(Cremona)


Ci scusiamo con i lettori per l’errore.

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