il network

Domenica 18 Aprile 2021

Altre notizie da questa sezione


CORONAVIRUS. DELIVERY TRA LUCI E OMBRE

I ristoratori: «Le nostre specialità nelle vostre case: così vi portiamo la Pasqua»

Alle Scuderie di Cremona e al Chitantolo di Castelvetro un video spiega tutti i piatti. Al Ridottino di Crema e al Piasa Vecia di Casalmaggiore vince il menù della tradizione

CREMONA (2 aprile 2021) - Delivery fra luci e ombre per i ristoratori di Cremona e provincia, che anche in vista della Pasqua ce la stanno davvero mettendo tutta: menù variegati, di qualità, a prezzi abbordabili e con prenotazioni che in molti casi restano aperte fino all’ultimo minuto. Fin qui le luci, ovvero i pro. Rientrano fra i contro, invece, le innegabili difficoltà legate agli spostamenti: chilometri e chilometri da macinare per le consegne a domicilio, maggiormente concentrate nelle giornate di Pasqua e Pasquetta quando invece, in parecchi casi, il taccuino infrasettimanale resta intonso. «Non importa, non ci arrendiamo» dicono gli esercenti.

A CREMONA
Cristian Conti, del ristorante Le Scuderie di Cremona, non vede l’ora che sia maggio. «Ormai sappiamo che una riapertura prima sarà impossibile – dice –. Intanto andiamo avanti con il delivery. Le prenotazioni? Bene a Pasqua, dove abbiamo quasi raggiunto il massimo possibile per le consegne, così e così per Pasquetta». Per mantenere il contatto diretto con la clientela, Le Scuderie ha anche realizzato un video con le spiegazioni dei piatti pasquali: «Siamo felici di entrare nelle vostre case in questo giorno importante con le nostre leccornie», dice Conti in attesa di poter rivedere i clienti nel suo locale.

NEI PAESI
Anche a pochi chilometri da Cremona, a Castelvetro Piacentino che paga il fatto di trovarsi in un’altra regione e quindi da mesi ha dovuto dire addio ai clienti lombardi, i ristoratori hanno pensato a video per spiegare i piatti: «Solitamente lo facciamo ai tavoli, ora dobbiamo fare così – dice Andrea Maggi del ristorante Il Chitantolo –. É anche un modo per fare vedere che ci siamo, che stiamo tentando di resistere. Bene il delivery per Pasqua e come sempre consegneremo anche a Cremona, ma nei giorni ‘normali’ la situazione è quella che è. Non è sicuramente remunerativo, ma insistiamo. Certo che ora potrebbero provare a chiudere qualcos’altro e non sempre noi, visto che con i ristoranti chiusi i contagi non sono comunque scesi».

A CREMA
A Crema Carlo Alberto Vailati, patron de Il Ridottino, spiega: «Le prenotazioni per il pranzo pasquale da asporto devono ancora decollare, probabilmente ne arriveranno proprio a ridosso della festività: per parte nostra abbiamo studiato un menu che rispecchia la tradizione, dove dunque non mancano piatti come il classico capretto». Particolare attenzione viene riservata proprio al delivery: «Abbiamo ovviamente optato per soluzioni idonee all’asporto – continua Vailati – dunque proposte che siano facili da riscaldare anche per chi non è molto avvezzo in cucina, senza che si vada a compromettere il piatto in sé. A questo proposito, inseriamo anche un breve vademecum, dedicato proprio a come effettuare questa operazione. Inoltre, inseriamo nella lista una serie di piatti che si possono consumare a temperatura ambiente. Per Pasquetta, abbiamo pensato ad un menu più leggero, con prevalenza di proposte a base di pesce».

A CASALMAGGIORE
Alla Salsamenteria Piasa Vecia di piazza Turati, a Casalmaggiore, si registra un lieve incremento di richiesta ma solo rispetto a due cose, come spiega il patron Giorgio ‘Tato’ Pognani: «Abbiamo ricevuto un po’ più di richieste di vino e di tagli di carne di qualità, come determinati tipi di filetto, che magari non sono sempre facili da trovare. Si tratta evidentemente di richieste legate alla volontà di fare delle grigliate in casa». Per il resto «Nulla di più del solito. Noi lavoriamo un po’ con l’asporto e il delivery da giovedì a domenica, ma certo non è come avere il locale aperto. Ultimamente, poi, da quando c’è la zona rossa, abbiamo perso anche le richieste di alcune categorie come estetiste e parrucchieri, che sono chiusi, e quindi il calo si è fatto sentire in modo deciso». Pognani comunque non è intenzionato a mollare: «Continuiamo, certo, anche se con le marce ridottissime innestate, purtroppo. Anche perché alla mancanza di lavoro si aggiungono i fondi che non arrivano, o arrivano tardi e con il contagocce. Dieci giorni fa sono arrivate le casse integrazioni di gennaio. Quanto ai ristori, è un provvedimento farlocco. Cosa ci facciamo con il 5 per cento sulle perdite? Piuttosto sarebbe una buona cosa agire sul fisco. A settembre ci chiedono l’anticipo delle tasse, potrebbero valutare, allora, quanto guadagniamo e quanto perdiamo in questo periodo e agire di conseguenza per darci una mano».

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

01 Aprile 2021